lesbo
La mia vecchia amica
G_casanova
20.05.2026 |
95 |
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"Corsi ad aprire e sull'uscio della porta mi trovai davanti Elena: era bellissima, con un vestito di pelle nero molto corto e uno zainetto in spalla che, pensai tra me e me, doveva contenere tutto..."
Dopo tanti anni, finalmente rivedo Elena al mare. Abbiamo studiato insieme alle medie, ma quasi non ci riconosciamo più. Il tempo ha trasformato i nostri volti, eppure quella scintilla di familiarità resta viva. Decidiamo di prendere un caffè insieme, parlando del più e del meno, lasciandoci andare a ricordi che sembrano lontani ma mai dimenticati. Tra una chiacchiera e l’altra, le dico che se le va possiamo vederci per bere qualcosa insieme. Lei sorride e accetta, scambiamo i numeri di telefono come due vecchi amici pronti a riscoprire ciò che è stato.Ritorno verso i miei amici e iniziano i soliti commenti da maschi: “Ah, belle tette!”, “La bionda col pareo, sembrava che avesse un bel culetto...”, “Stava in forma, eh?” Io invece non avevo notato nulla di tutto ciò, perché ero preso davvero dai ricordi della scuola, da quei tempi spensierati e semplici.
La sera mi scrive: “Hai ancora voglia di bere una cosa o sei impegnato?” Rispondo quasi in tempo record: “Dimmi a che ora e ci sono.” L’appuntamento è per le 22. La vedo arrivare con i suoi capelli mossi, biondi, indossa un vestito bianco corto. I suoi lineamenti sono armoniosi, la sua figura affusolata e abbronzata, le scarpe con il tacco a schiava le donano un’aria incredibilmente sexy. Non posso fare a meno di notare la sua terza abbondante e le gambe snelle, ed è impossibile non sentire un brivido di eccitazione.
Ci sediamo su una splendida terrazza che si affaccia sul mare, il suono delle onde fa da sottofondo mentre beviamo un cocktail. Arriviamo alla domanda cruciale: “Se siamo impegnati” Le dico che sono libero, e che mi sono lasciato da poco. Lei, con un sorriso malinconico, mi racconta la sua storia tribolata con la sua fidanzata. Rimango un attimo in silenzio, la mente corre un attimo e penso: “È lesbica… non l’avrei mai immaginato.” Ma continuo la conversazione senza farci troppo caso, lasciandomi andare, perdendo inibizioni nel parlare anche di sesso. Le confesso con un pizzico di divertimento: “Sai… ho comprato legacci con anelli per il letto…”
La serata continua così, tra sguardi intensi, risate sincere e una complicità ritrovata. È incredibile come, dopo tanti anni, una semplice chiacchierata possa aprire porte insospettate, risvegliare emozioni sopite, e chissà… forse disegnare nuovi inizi.
Le dissi ridendo: «Ho fatto questo acquisto ed è ancora incartato, dato che non ho ancora trovato la materia prima…».
Lei, ridendo a sua volta, ribatté: «Se trovi una ragazza con cui possiamo giocare in due ci sto, e porto anche lo strap-on…».
Finita la serata, tornai a casa con quel tarlo fisso in testa. Iniziai a cercare sul sito, ma come al solito trovavo solo le solite single che parlavano tanto senza concludere nulla. Stavo ormai perdendo le speranze, quando Elena mi riscrisse: «Sai Adriano, ma la proposta di quella sera è ancora valida? Però a patto che non mi tocchi», aggiungendo delle emoticon che ridevano.
Ci demmo appuntamento per il sabato successivo a casa mia, con la promessa che avrei organizzato io la cena.
Finalmente arrivò il sabato. Apparecchiai in terrazza con vista mare, cucinai del pesce e per l'occasione misi in fresco una buona bottiglia di vino bianco. Alle 20:00 precise il cuore iniziò a battermi forte. Citofonarono. Corsi ad aprire e sull'uscio della porta mi trovai davanti Elena: era bellissima, con un vestito di pelle nero molto corto e uno zainetto in spalla che, pensai tra me e me, doveva contenere tutto il necessario. Insieme a lei c'era Angela: una moretta minuta, capelli corti, un seno piccolo (una seconda scarsa) e un bellissimo culetto sodo, evidenziato da una camicetta bianca e un paio di pantaloni neri talmente aderenti da lasciar intravedere il perizoma. Ai piedi indossava una scarpa aperta con un tacco non troppo alto.
La cena scorse serenamente tra chiacchiere, risate e vino, mentre io non facevo altro che pensare a quando i nostri corpi si sarebbero finalmente uniti.
Dopo cena ci accomodammo sul divano per rilassarci. Elena cominciò a massaggiare la schiena di Angela; si vedeva che erano entrambe molto eccitate e la cosa fece salire subito la temperatura anche a me. Avvolte in un lungo bacio alla francese, iniziarono a spogliarsi, finché non le vidi completamente nude. Elena mostrava due bellissimi seni gonfi, sodi come siluri e con i capezzoli a punta, e quando si girava mostrava un fondoschiena perfetto che incorniciava una figa magnifica. Anche Angela si difendeva benissimo: tettine piccole, ma un culetto da capogiro.
All'improvviso Elena spinse la testa di Angela tra le proprie gambe, si stese, le bloccò la testa premendola contro il proprio pube e le ordinò: «Leccami, zoccola…».
Non immaginavo che potesse essere così aggressiva. Poco dopo le staccò la testa dalla figa mi guardò e disse: «Leghiamola». La portammo in camera da letto e le legammo polsi e caviglie. Mi spogliai rapidamente mentre loro partivano con un'intensa posizione a 69. Sentii Angela venire, mentre Elena, presa da un'eccitazione dirompente, si girò verso di me: «Che fai, guardi e basta? Te l'ho preparata, puoi sfondarla».
Ormai ero durissimo. Le slegai le caviglie, le alzai le gambe e la penetrai fino in fondo. Angela cacciò un mugugno ed Elena le ordinò subito: «Non smettere di leccare…». Cominciai a spingere con ritmo regolare e profondo; lei godeva, squirtava, era letteralmente impazzita dal piacere. A un certo punto Elena si alzò, prese lo strap-on e disse: «Slegala del tutto, adesso ce la prendiamo in due».
Mi sdraiai sul letto e mettemmo Angela sopra di me. Non appena la impalai, lei, bagnatissima, mi sussurrò: «Che bel cazzo…», iniziando a cavalcarmi come una matta. Nonostante fosse così minuta, lo prendeva tutto dentro senza alcun problema. Poco dopo arrivò Elena alle sue spalle: la piegò in avanti, le alzò il culo, ci sputò sopra e vi entrò con decisione. Angela si fermò di colpo, tremando vistosamente; squirtò di nuovo e si immobilizzò esausta sopra di me.
Sentendo che stavo per esplodere, tirai fuori il cazzo. Elena però non le dava tregua: le mise il dildo nella vagina e ricominciò a pomparla da dietro a pecora. Io mi spostai e le piazzai il membro direttamente in bocca. Mentre godeva le tenevo ferma la testa, ascoltando i suoi gemiti soffocati, e continuai a scoparle la bocca finché non le venni dritto in gola, facendola quasi soffocare.
Ci fermammo solo allora. Guardai Elena che, ancora eccitatissima nel vedere Angela sdraiata a terra completamente sfinita e fradicia dopo l'amplesso, iniziò a toccarsi fino a venire anche lei. Nonostante il condizionatore fosse acceso al massimo, eravamo tutti e tre completamente inzuppati di sudore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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